Liguori ha esordito dicendo che ora rivaluta MacLuhan, allora gia' si intende che quando le sue letture in sociologia dei media arriveranno a Foucalt e Derrida sara' ormai in pensione inoltrata. Ma forse Liguori, che da 10 anni lavora al TGcom, ha dimostrato un po' piu' di dimestichezza con il mezzo web, parlando soddisfatto di come ha riorganizzato le redazioni in modo che il giornalista e' anche cameraman e montatore (un bel risparmio eh?). Direttori e vicedirettori si sono parlati addosso circa le difficolta' a relazionarsi con il pubblico in diretta sui social network, della scomparsa o meno del supporto cartaceo (e chissene...), sulle fonti di finanziamento per continuare a fare informazione come e' stata fatta finora (aaarghh..). L'unico che veramente ha parlato (poco purtroppo) con conoscenza di causa e' stato Justin Kan di Justin TV. Non per niente, Kan riconosce subito di sentirsi "odd man out".
Sara' che ho vissuto troppo negli USA, ma da una conferenza d'apertura mi aspetto interventi brillanti, coinvolgenti, eletrizzanti che diano un senso di quello che sono i Social Media ora, quali sono le novita' piu' significative e quali sono i possibili entusiasmanti sviluppi futuri. In poche parole mancavano i visionari dei social media. Si' c'era Gianroberto Casaleggio, il creatore di BeppeGrillo.it, ma e' stato parco e molto generalista nei suoi interventi, in effetti non ci possono essere due leader carismatici nello stesso gruppo. Comunque mi consolo col fatto che non sono la sola a pensarla cosi'. A parte i tweets strettamente selezionati visibili sugli schermi dietro il palco, ecco alcuni dei commenti su twitter libero:
"invece di parlare di voi, di tv, di carta dovevate parlare di web e non lo avete fatto
"mi sta facendo un po' tristezza questa discussione tra @lucasofri e la gabanelli #corrieresmw" (forbiceverde).
Proprio cosi', invece di far parlare i direttori come De Bortoli da un mese su Twitter (Benvenuto signor direttore) perche' non far parlare i giornalisti, i tecnici che hanno ideato e realizzato la strategia social media del Corriere? Come usano i social media nel quotidiano? Quali social media usano?
Il titolo era "L'informazione pret-a-porter", ma ci fosse stato uno che avesse menzionato il fatto che dal 2014 gli accessi al web via mobile supereranno quelli via computer e come si stanno preparano a questo cambiamento? Sembra proprio che I-pad, Android, Blackberry non abbiano cambiato il modo di lavorare della redazione (non solo dei giornalisti) se non per leggere i giornali della concorrenza. Nessuna menzione poi dei potenti strumenti del Web Analytics o degli Ad-Exchanges, e di come possano offrire una soluzione alla crisi degli investimenti pubblicitari.
Domani sara' la volta della conferenza-ghetto dedicata alle donne online, quindi rimanete sintonizzati.

4 comments:
Non ho detto le cose che mi attribuisci, del direttore del Corriere non sai neanche il nome giusto. Direi che basta a farti fare qualche riflessione sull'accuratezza e preparazione della tua analisi, condita dei tweet che ti sei scelta strumentalmente: sei pronta per il giornalismo contemporaneo. Ciao, Luca S.
Luca, i commenti li leggo e rispondo volentieri. Grazie per avermi fatto notare l'errore del nome del direttore del CdS, non ho colleghi, capiservizio o correttori di bozze che rileggono i miei post per cogliere questi errori. Inoltre sono appena rientrata dagli USA e non ho seguito cosi' da vicino gli avvicendamenti ai vertici della stampa italiana negli ultimi anni. Comunque penso che una tale dimenticanza non porti a conclusioni circa l'accuratezza della mia analisi sui contenuti di quella tavola rotonda, altrimenti quale giornale avrebbe piu' autorevolezza? E' certamente un'analisi personale, dal punto di vista di una che non solo lavora sul web e si aggiorna continuamente sul web, ma ha anche alle spalle una lunga esperienza nelle comunicazioni, incluso giornalismo, a livello internazionale.
Riguardo a cio' che hai detto: durante il primo giro di interventi hai cominciato riprendendo l'intervento di Casaleggio e affermando che l'originalita' dei contenuti non e' importante, poi hai proseguito con qualcosa sul tono che tutto sul web e' riportato. L'affermazione poi dei commenti non letti l'hai ripetuta piu' di una volta anche rispondendo alla Gabanelli. Se mai il video dell'evento apparira' su Youtube, pubblichero' la timeline esatta di queste parole.
Riguardo alla selettivita' dei commenti da Twitter: dato che quelli sullo schermo erano selezionati e non corrispondevano allo stream reale sull'evento, ho fatto una ricerca, proprio per capire se ero solo io ad aver avuto quelle impressioni, e quindi era un analisi cosi' personale, oppure no. I tweets citati erano quelli piu' popolari su Twitter.
Prima di leggere questo articolo avevo le mie simpatie e le mie antipatie, e confesso che i miei giudizi sulle persone citate non sono cambiati di una virgola.
In ogni caso avrebbe fatto ugualmente piacere leggere commenti più lucidi e meno spocchiosi. Dopo avere letto questo, poi, non so se devo ridere o piangere.
http://www.wittgenstein.it/2011/09/15/ancora-uno-sforzo-2/
A meno di non dare, come sempre, la colpa a Berlusconi.
Comunque l'ultimo giorno e' andata MOLTO meglio: http://webcultures.blogspot.com/2011/09/smwmln-gli-ultimi-avrebbero-dovuto.html
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